Non sono partita per trovare una collezione.
Sefrou, Marocco · 2023

La partenza
Sono partita per fare una bellissima esperienza lavorativa completamente fuori dalla mia comfort zone. Documentare, intervistare, osservare. Era il 2023, ero a Sefrou, piccola cittadina alle porte di Fez. Un artista inglese viveva lì e aveva bisogno di qualcuno che raccontasse ciò che la circondava.

I due mesi
Per due mesi ho fatto esattamente questo. Ho seguito artigiani nei loro laboratori, ho ascoltato il rumore dei telai, ho guardato le mani che tingono, che cuciono, che trasformano la materia in qualcosa che dura. Ho attraversato medine che non conoscevo, mi sono fermata dove qualcosa mi tratteneva senza sapere sempre il perché.

Il tessuto
Poi un giorno mi sono fermata davanti a un tessuto. Uno di quelli usati per i divani tradizionali marocchini. Pesante, denso, pieno di colore. Un tessuto nato per stare fermo. Per accogliere, non per muoversi. Per appartenere a un luogo, non a una persona.
"Qualcosa dentro di me ha detto: questo deve venire con me."
Da quel momento ho iniziato a cercare. In ogni medina che attraversavo, in ogni bottega che visitavo, i miei occhi cercavano quei tessuti. Ognuno aveva una storia diversa. Un colore che raccontava una regione, un intreccio che parlava di una tradizione, una texture che portava dentro il calore di una casa marocchina. Li ho portati via con me. Li ho trasformati in piccole borse clic clac. Preziosi scrigni, li chiamo così.

Preziosi scrigni di mondi ritrovati.
Nessuna borsa Medina è uguale a un'altra. Non può esserlo. Ogni tessuto viene da un posto diverso, da una storia diversa. E quella storia, anche se non la vedi, è dentro ogni punto, ogni filo, ogni centimetro di colore.
Medina è la collezione del viaggio. Non del viaggio come evasione ma del viaggio come scoperta. Di sé, degli altri, di ciò che il mondo ha da offrire a chi sa fermarsi a guardare.

















